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08 maggio

Crisi dello Stretto di Hormuz: energia, geopolitica e strategia globale degli USA

 

Le tensioni internazionali stanno influenzando direttamente il  costo dell’energia in Italia.  Eventi come la crisi nello Stretto di Hormuz hanno effetti immediati sulle bollette.

La crisi nello Stretto di Hormuz rappresenta oggi uno dei punti più critici per la stabilità energetica globale. Da questo snodo strategico transita una quota enorme del petrolio mondiale e qualsiasi interruzione, anche parziale, è in grado di generare effetti immediati sui prezzi dell’energia, sull’inflazione e sull’intero equilibrio economico internazionale.

Negli ultimi mesi, l’escalation tra Stati Uniti e Iran ha contribuito a ridurre drasticamente i flussi di greggio, alimentando una tensione che si riflette ben oltre il Medio Oriente e che coinvolge direttamente anche l’Europa.


Un collo di bottiglia energetico globale

La progressiva paralisi dello stretto ha costretto grandi operatori della logistica come Maersk, Hapag-Lloyd e CMA CGM a ripensare completamente le rotte commerciali. Le navi sono state deviate verso percorsi molto più lunghi, come quello attorno al Capo di Buona Speranza, con un inevitabile aumento dei tempi di consegna e dei costi operativi.

Questa riorganizzazione ha ridotto la disponibilità immediata di petrolio sui mercati internazionali, generando un aumento dei prezzi e una pressione crescente su tutta la filiera energetica. Non si tratta solo di una questione di trasporto, ma di un vero e proprio effetto domino che coinvolge produzione, distribuzione e consumi.


Una crisi che accentua gli squilibri globali

In un contesto di scarsità, l’energia torna ad essere una leva di potere. I Paesi economicamente più forti riescono ad assicurarsi le forniture accettando prezzi più elevati, mentre le economie più fragili restano escluse o costrette a ridurre drasticamente i consumi.

Questo squilibrio si traduce in difficoltà concrete: rallentamenti produttivi, tensioni sociali, rischio di blackout e l’introduzione di misure straordinarie per contenere i consumi. In alcuni casi, si assiste persino a una revisione dei modelli industriali, con una riduzione forzata delle attività energivore.


Il ruolo degli Stati Uniti tra strategia e opportunità

All’interno di questo scenario si inserisce la posizione degli Stati Uniti e la linea politica di Donald Trump. La narrativa più estrema suggerisce che la crisi possa essere stata in qualche modo “provocata”, ma un’analisi più attenta porta a una conclusione diversa.

Non esistono evidenze che indichino una pianificazione diretta della crisi da parte americana. Piuttosto, ciò che emerge è la capacità di Washington di inserirsi in una dinamica già instabile e sfruttarne le conseguenze a proprio vantaggio.


La logica dell’ “America First”

La strategia di Donald Trump si sviluppa lungo una direttrice chiara: rafforzare l’indipendenza energetica e ridurre la vulnerabilità degli Stati Uniti rispetto ai mercati esteri. Negli ultimi anni, questo obiettivo è stato perseguito attraverso un incremento significativo della produzione interna di petrolio e gas, accompagnato da politiche volte a proteggere e rilanciare l’industria nazionale.

Parallelamente, la pressione sull’Iran si inserisce in una strategia più ampia di contenimento geopolitico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz diventano così uno strumento indiretto di pressione economica, capace di influenzare gli equilibri globali senza necessariamente richiedere un controllo totale degli eventi.


Vincitori e perdenti della crisi energetica

L’aumento dei prezzi dell’energia produce effetti profondamente diversi a seconda della posizione dei singoli Paesi. Per gli Stati Uniti, oggi tra i principali produttori mondiali, il rincaro rappresenta anche un’opportunità economica e strategica, rafforzando il ruolo del Paese come esportatore e aumentando la rilevanza geopolitica delle proprie risorse.

Al contrario, l’Europa e le economie fortemente dipendenti dalle importazioni si trovano esposte a un aumento dei costi e a una maggiore instabilità. Questa fragilità si traduce in pressioni inflazionistiche e in una crescente difficoltà nel garantire prezzi energetici sostenibili.


Un equilibrio ancora instabile

Nonostante la postura assertiva degli Stati Uniti, la crisi resta tutt’altro che sotto controllo. La capacità di resistenza dell’Iran e la complessità delle dinamiche regionali rendono difficile una risoluzione rapida. Il rischio è quello di una tensione prolungata, in grado di mantenere alta la volatilità dei mercati energetici.


Le conseguenze per l’Italia e il mercato elettrico

Per l’Europa e per l’Italia, gli effetti sono già tangibili. L’aumento del prezzo del gas si riflette direttamente sul Prezzo Unico Nazionale, determinando un incremento del costo dell’energia elettrica e, di conseguenza, delle bollette.

Il legame tra geopolitica e mercato energetico non è mai stato così evidente. Eventi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza finiscono per incidere in modo diretto sulla spesa quotidiana di famiglie e imprese.

Ogni analisi pubblicata su questo blog si basa su dati reali di mercato e aggiornamenti continui del settore energia, per offrire una visione concreta e utile a chi vuole risparmiare.


Conclusione

La crisi dello Stretto di Hormuz non può essere letta come un evento isolato, ma come parte di una trasformazione più ampia degli equilibri globali. In questo contesto, gli Stati Uniti non sembrano aver creato la crisi, ma stanno dimostrando una notevole capacità nel trarne vantaggio, coerentemente con la logica dell’“America First”.

Per il resto del mondo, e in particolare per l’Europa, la sfida sarà quella di ridurre la propria vulnerabilità energetica in un contesto sempre più instabile e competitivo.

 


Mercato gas e geopolitica:

analisi dei fattori internazionali che influenzano il prezzo dell’energia in Europa.
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27 ottobre

PUN, mercato libero e offerte luce: quando la concorrenza può favorire i consumatori

Il prezzo dell'energia elettrica non dipende soltanto dall'andamento del PUN. Quando il mercato all'ingrosso si muove e la concorrenza tra i fornitori aumenta, anche le offerte disponibili per i consumatori possono cambiare rapidamente.

È proprio in queste situazioni che può diventare interessante confrontare le diverse proposte del mercato libero, valutando con attenzione non soltanto il prezzo della materia energia, ma anche i costi fissi, le condizioni economiche e la durata dell'offerta.

Il PUN influenza il mercato, ma non determina da solo il prezzo della bolletta

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) rappresenta uno dei principali riferimenti per il prezzo dell'energia elettrica acquistata sul mercato all'ingrosso. Quando il suo andamento cambia, le conseguenze possono riflettersi anche sulle strategie commerciali dei fornitori e sulle offerte proposte ai clienti finali.

Questo vale soprattutto per le tariffe a prezzo variabile, il cui costo della componente energia è collegato direttamente o indirettamente agli andamenti del mercato.

Le offerte a prezzo fisso, invece, permettono di conoscere in anticipo il prezzo della componente energia per il periodo previsto dal contratto. Questa caratteristica può risultare interessante per chi preferisce una maggiore prevedibilità della spesa, soprattutto nei periodi caratterizzati da una particolare incertezza dei mercati.

Quando la concorrenza tra i fornitori può diventare un vantaggio

Quando diversi operatori cercano di conquistare nuovi clienti, possono comparire offerte particolarmente competitive. In questi casi la concorrenza può rappresentare un'opportunità concreta per il consumatore.

Ma un prezzo apparentemente molto basso non è necessariamente sinonimo di convenienza. Per valutare correttamente un'offerta bisogna considerare l'intera struttura economica del contratto.

Un prezzo della materia energia particolarmente conveniente, ad esempio, potrebbe essere accompagnato da costi fissi mensili più elevati. Al contrario, un'offerta con un prezzo leggermente superiore potrebbe risultare più conveniente per determinati profili di consumo grazie a costi di commercializzazione più contenuti.

Prezzo fisso o variabile? Non esiste una scelta valida per tutti

La scelta tra un'offerta a prezzo fisso e una a prezzo variabile dovrebbe dipendere dalle esigenze del singolo consumatore e dalla propria propensione al rischio.

Una tariffa variabile può consentire di beneficiare di eventuali riduzioni dei prezzi all'ingrosso, ma espone anche alle possibili variazioni del mercato.

Una tariffa fissa, invece, offre una maggiore stabilità del prezzo della componente energia per il periodo previsto dal contratto, ma potrebbe non consentire di beneficiare immediatamente di eventuali future diminuzioni del mercato.

Per questo motivo non è corretto affermare in assoluto che una delle due formule sia sempre più conveniente dell'altra. La convenienza deve essere valutata in relazione al prezzo proposto, ai costi fissi, ai consumi e alle condizioni contrattuali.

Il vero vantaggio è confrontare le offerte

Il consumatore può quindi trovarsi davanti a una situazione particolarmente favorevole quando la concorrenza tra i fornitori porta sul mercato offerte competitive.

Ma proprio in questi momenti è importante non lasciarsi convincere esclusivamente da un prezzo pubblicizzato come particolarmente basso.

Prima di cambiare fornitore è sempre opportuno verificare il prezzo della materia energia, i costi di commercializzazione, la durata delle condizioni economiche, la modalità di pagamento e tutte le altre voci previste dall'offerta.

Il prezzo più basso non è necessariamente l'offerta più conveniente: la vera convenienza emerge soltanto dal confronto complessivo delle condizioni economiche applicate al proprio profilo di consumo.

Conclusioni

L'andamento del PUN e dei mercati energetici può influenzare le strategie dei fornitori e contribuire a creare periodi caratterizzati da una maggiore competizione commerciale.

Per il consumatore questo può rappresentare un'opportunità, ma soltanto se le offerte vengono confrontate con attenzione e senza fermarsi al semplice prezzo indicato nella pubblicità.

Seguire l'andamento del PUN significa quindi non soltanto osservare il prezzo dell'energia, ma anche comprendere il contesto nel quale si muovono le offerte del mercato libero.

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Approfondimenti

Per approfondire il rapporto tra andamento dei mercati, PUN e prezzi dell'energia, puoi consultare anche:

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04 giugno

QUALE E' IL PUN PER IL MESE DI - GIUGNO 2025

Con la delibera di ARERA del 3 giugno 2025,  si comunica che


Per il mese di GIUGNO 2025 il valore del parametro 
di cui all'articolo 5.2 della Delibera
 dell'Autorità di Regolazione per Energia, 
Reti e Ambiente  N. 300/05 

il prezzo medio a Maggio 2025 PUNopMag2025

è pari a 
 
93,87 €/MWh
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    *





L'andamento del PUN  al 1 Gennaio 2025 è rappresentato graficamente di seguito

fonte dei dati: GME










📊 Analisi PUN: consulta gli aggiornamenti del Prezzo Unico Nazionale e l’andamento del mercato elettrico.

L'andamento del PUN può cambiare rapidamente il costo delle offerte indicizzate. Confrontare correttamente la propria tariffa è fondamentale per scegliere tra prezzo fisso e prezzo variabile.

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19 maggio

PREVISIONE DEL PUN ATTUALE - GIUGNO 2025

 Sebbene sia realmente troppo presto per effettuare una stima sull'importo del PUN che determinerà il prezzo della luce  per il mese di Giugno 2025, al giorno di oggi, il costo della luce continua a scendere: il Pun alla data odiernna si attesta intorno a 9 Eurocent / KWh, rispetto ai 0,10 €/KWh del mese scorso.

FAI CLICK SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

 I dati relativi al presente grafico si possono scaricare gratuitamente dal sito del GME possono essere  visionati al seguente link

12 maggio

L'EVOLUZIONE DEL PREZZO DELL'ELETTRICITÀ: DA PUN A PUN INDEX GME A PREZZI ZONALI

 

Negli ultimi anni, il mercato dell’energia elettrica in Italia ha attraversato trasformazioni significative, sia sul piano regolatorio che in termini di trasparenza e dettaglio dei prezzi. Una delle evoluzioni più rilevanti riguarda il passaggio dalla semplice indicazione del PUN (Prezzo Unico Nazionale) a forme più articolate come il PUN Index GME e l’introduzione sempre più marcata dei prezzi zonali.

🔎 Approfondisci: PUN e mercato elettrico

Per comprendere meglio l'evoluzione del prezzo dell'energia elettrica, puoi approfondire anche questi argomenti:

Dal PUN al PUN Index GME: cosa è cambiato?

Fino alla fine del 2024, il PUN è stato per anni il riferimento principale del mercato elettrico italiano. Si tratta del prezzo medio di acquisto dell'energia elettrica sulla Borsa Elettrica (IPEX), calcolato come media aritmetica sulla base dei volumi scambiati.

Per semplicità, molte offerte commerciali si basavano (e in parte ancora si basano) su questo valore come indice di riferimento.

Con l’evoluzione del mercato e la crescente esigenza di trasparenza, dal 1° gennaio 2025, il Gestore dei Mercati Energetici (GME) ha introdotto il PUN Index GME, un indice ufficiale e pubblicamente disponibile basato su una media ponderata dei prezzi zonali, che consente di:

  • monitorare l’andamento del PUN con maggiore granularità;
  • distinguere tra PUN orario, giornaliero, settimanale e mensile;
  • favorire confronti più accurati tra offerte indicizzate.

Questo ha permesso agli operatori del settore di creare offerte più aderenti al mercato reale e ai consumatori di capire meglio i meccanismi alla base del prezzo finale dell’energia.

L’emergere dei prezzi zonali

Dietro il concetto di “Prezzo Unico” si è sempre celata una realtà più complessa: quella dei prezzi zonali.

L’Italia è suddivisa in diverse zone elettriche (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia e Sardegna) e in ciascuna zona il prezzo dell’energia può variare in funzione:

  • della disponibilità di produzione locale;
  • della domanda;
  • della capacità di trasmissione tra le zone.

Negli ultimi anni, queste differenze si sono fatte più marcate, specialmente in presenza di congestioni di rete o squilibri tra domanda e offerta. Il risultato? I prezzi zonali stanno diventando un parametro sempre più rilevante, soprattutto per i grandi consumatori, gli operatori energetici e i trader.

Perché tutto questo è importante anche per i consumatori finali?

Anche se molti contratti domestici e aziendali restano ancora indicizzati al PUN nazionale, cresce il numero di offerte basate su formule legate a indici più specifici, come il PUN Index mensile o i prezzi zonali medi.

Capire la differenza tra PUN e prezzi zonali può aiutare a:

  • scegliere l’offerta più adatta al proprio profilo di consumo;
  • valutare meglio i costi reali dell’energia;
  • ottimizzare i consumi in funzione della fascia oraria o della zona geografica.

Come viene calcolato il prezzo zonale?

Il prezzo zonale rappresenta il prezzo di equilibrio dell’energia elettrica in una specifica zona del mercato italiano.

Per comprenderne il calcolo, è utile sapere che il mercato elettrico italiano funziona secondo un modello di offerta e domanda su base oraria e per area geografica.

Il processo di calcolo si articola in più fasi:

1. Suddivisione del territorio in zone elettriche

  • L’Italia è divisa in zone geografiche (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna e alcune estere collegate).
  • Ogni zona è un nodo del sistema in cui si incrociano domanda e offerta.

2. Raccolta delle offerte sul Mercato del Giorno Prima (MGP)

  • I produttori offrono energia specificando quantità e prezzo per ciascuna ora.
  • I consumatori, o i fornitori per loro conto, indicano la quantità che desiderano acquistare.

3. Risoluzione del mercato attraverso il market coupling

  • Il GME, in collaborazione con Terna, il gestore della rete, ottimizza il dispacciamento dell’energia tenendo conto:
  • delle offerte presentate;
  • delle capacità di trasmissione tra zone, i cosiddetti “colli di bottiglia”;
  • dei vincoli fisici della rete.

4. Separazione delle zone in caso di congestione

  • Se le linee tra due zone non possono trasmettere tutta l’energia richiesta, il sistema “separa” le zone.
  • Ciascuna zona ha allora un proprio prezzo di equilibrio determinato dalla domanda e dall’offerta locale.
  • Questo porta a prezzi diversi in ciascuna zona per la stessa ora.

5. Determinazione del prezzo zonale

  • In ogni zona viene calcolato il prezzo marginale zonale, cioè il prezzo dell’ultima offerta accettata per soddisfare la domanda locale, tenuto conto dei limiti di rete.
  • Questo è il prezzo a cui l’energia sarà valorizzata per tutti gli operatori attivi in quella zona in quell’ora.

Un esempio concreto:

Immagina che la Sicilia, per una certa ora, abbia una forte richiesta di energia, ma la produzione locale sia limitata e le connessioni con il continente non possano trasferire abbastanza energia.

Il prezzo zonale in Sicilia salirà rispetto al prezzo nel Nord Italia, dove magari c'è abbondante offerta e reti meno congestionate.

Questa dinamica rende il sistema molto più realistico e aderente alla fisica della rete, ma anche più variabile.

Ecco perché i prezzi zonali sono oggi monitorati con crescente attenzione, soprattutto da chi consuma molto o opera in ambito industriale o energetico.

📚 Fonti e riferimenti

Per approfondire i dati e le informazioni riportate nell'articolo:

Analisi PUN: consulta gli aggiornamenti del Prezzo Unico Nazionale e l’andamento del mercato elettrico.

In conclusione

L’evoluzione da PUN a PUN Index GME e prezzi zonali riflette la naturale maturazione del mercato elettrico italiano, verso una maggiore precisione e trasparenza.

Per i consumatori e gli operatori del settore, si tratta di un’opportunità per leggere meglio il mercato, ma anche di una sfida: quella di restare aggiornati e saper interpretare dati sempre più dettagliati.

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05 maggio

PUN MAGGIO 2025

 Siamo giunti al 5 maggio, ancora ARERA non ha ufficializzato il PUN per l'energia elettrica. Tuttavia, dai valori del PUN giornaliero, si rileva che la media aritmetica delle quotazioni dell'energia elettrica nel mese di Aprile è pari a 0,9985364 €/KWh.

A questo valore dovrà essere aggiunto il 10% per la dissipazione, dunque il PUN dovrebbe essere pari a 0,109839 €/KWh. 

In definitiva possiamo apprendere che, per il mese di maggio, il costo della luce scende da 0,1180 a 0,109839 €/KWh, come visibile nella pagina Andamento del PUN negli ultimi 12 mesi Questa situazione porterà ad un abbassamento dei prezzi nelle nuove offerte a tariffa fissa (non a rata fissa) dei vari gestori, pertanto è opportuno fare quattro conti e valutare la possibilità di potere diminuire i propri costi delle bollette della luce,soprattutto in vista anche della scadenza del periodo promozionale delle offerte sottoscritte nel 2024. 


ANDAMENTO DEL PUN FINO AL 30 APRILE 2025



📚 Fonti e riferimenti

Per approfondire i dati e le informazioni riportate nell'articolo:

📊 Analisi PUN

Consulta gli aggiornamenti sul Prezzo Unico Nazionale (PUN), l'andamento del mercato elettrico e le analisi dei principali fattori che influenzano il prezzo dell'energia.

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A tal proposito, è opportunoa contattare il vostro consulente di fiducia per valutare meglio questa opportunità o, se non ne avete uno, potete usufruire del nostro servizio di consulenza gratuita e senza impegno per valutare insieme e scegliere la migliore soluzione energetica, prenotando una consulenza, se preferite, a domicilio o in videochiamata o telefonica, scegliendo liberamente il giorno e l'ora più comoda al link richiedi appuntamento gratuito, oppure compla il modulo di richiesta informazioni  qui a fianco.

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18 aprile

TORNARE AL MERCATO TUTELATO E' DAVVERO COSI' CONVENIENTE?

Qualche giorno fa, ho letto un articolo, che di seguito riporto fedelmente, che parlava di potere rientrare nel Mercato Tutelato che esordiva con il titolo 

"Torniamo al MERCATO TUTELATO: finalmente è ufficiale non ci saranno più rincari sui consumi."

 "Dopo mesi di mercato libero imposto, qualcuno potrà tornare al mercato tutelato: chi potrà bloccare i rincari.

Correva l’anno 2023, quando i consumatori erano ancora liberi. Liberi di scegliere ciò che era meglio per loro, per le proprie finanze. Certo, i rappresentanti truffaldini esistevano già: quelli che si presentavano alla porta per un finto controllo e, nel frattempo, cambiavano il contratto da mercato tutelato a libero. Ma almeno non eravamo vincolati. La scelta era nostra: restare nella tutela o guardarci intorno, confrontando le offerte sul mercato.

15 aprile

DAZI U.S.A. Ulteriori sviluppi.

Pochi giorni dopo la notizia della delibera dell'applicazione dei dazi all'Europa e alla Cina, il Presidente degli USA, Donald Trump ha fatto una marcia indietro nei confronti del vecchio continente, mentre la lotta è attiva ancora in Cina.

La notizia della proproga di 90 giornu all'applicazione dei dazi nei confronti dell'Europa, ha rilassato i mercati finanziari che sono tornati al trend positivo. Fra questi anche il mercato energetico, che a inizio mese ha visto schizzare il prezzo della luce oltre i 120 €/MWh alla data di oggi il PUN è sceso.





Alla data di oggi, il valore medio (PUN) è attualmente di € 100,66, ben al di sotto del valore del PUN del mese scorso.
Allo stato attuale è difficile prevedere il valore del PUN per il mese di maggio, ma l'attuale situazione fa ben sperare che alla fine mese si potrà avere un valore di PUN più basso e quindi di avere bollette più leggere per il mese di maggio. 

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04 aprile

PUN MESE DI MARZO 2025: RESI NOTI I DATI UFFICIALI

Nella giornata del 3 aprile 2025, il servizio stampa del Gestore dei Mercati Energetici ha reso noto il valore del PUN calcolato sulla base delle transazioni di borsa avvenute nel mese di marzo.

Già qualche giorno fa, nel post PUN Marzo 2025. Le previsioni per la fine del mese , relativo alle previsioni del valore del PUN, avevamo messo in luce tutta una serie di informazioni che facevano supporre una discesa del costo della luce rispetto al mese di marzo: avevamo ipotizzato un valore del PUN che si sarebbe attestato intorno ai 124 €/MWh.

31 marzo

DA COSA DIPENDE LA FLUTTUAZIONE DEI PREZZI DELLA LUCE?

Il costo dell’energia elettrica in Italia è stato per anni uno degli argomenti più discussi nel settore energetico. Un'analisi presentata nel marzo 2025 da AGICI e Accenture, nell'ambito dell'Osservatorio Utilities, aveva evidenziato come il prezzo dell'elettricità all'ingrosso in Italia risultasse particolarmente elevato rispetto a quello registrato in altri importanti Paesi europei.

Secondo l'analisi, nel 2024 il prezzo medio dell'energia elettrica all'ingrosso in Italia si era attestato intorno ai 109 €/MWh, un valore superiore a quello di diversi mercati europei.

Ma perché l'energia elettrica costa così tanto in Italia? La risposta non dipende da un solo fattore. A incidere sono soprattutto il costo del gas, il ruolo delle centrali termoelettriche nella formazione del prezzo, la produzione da fonti rinnovabili, la struttura della rete elettrica e la situazione dei mercati energetici internazionali.

BONUS EXTRA BOLLETTE: STABILITA LA DATA DI EROGAZIONE

🔄 Aggiornamento 2026

Le informazioni pubblicate originariamente in questo articolo si riferivano al contributo straordinario da 200 euro previsto nel 2025. La misura è terminata e non deve essere confusa con gli interventi introdotti per il 2026. Per il 2026 sono infatti previste nuove forme di sostegno, tra cui il contributo straordinario di 115 euro destinato ai titolari del Bonus sociale elettrico e il contributo straordinario volontario destinato, per il 2026 e il 2027, ad alcune famiglie non titolari del Bonus sociale.

Il costo dell'energia rappresenta una delle principali voci di spesa per molte famiglie italiane. Per questo motivo, negli ultimi anni sono stati introdotti diversi strumenti destinati a sostenere i nuclei familiari che si trovano in condizioni economiche più difficili.

Tra questi rientra il Bonus sociale elettrico, uno sconto sulla bolletta riconosciuto alle famiglie che rispettano determinati requisiti economici.

Nel 2026 il quadro delle agevolazioni si è ulteriormente arricchito con nuovi contributi straordinari previsti dal cosiddetto Decreto Bollette e disciplinati da ARERA.

25 marzo

PUN Marzo 2025. Le previsioni per la fine del mese.

Ci avviciniamo alla fine del mese di marzo 2025 ed è possibile iniziare a formulare una prima previsione sul valore medio del PUN di marzo, il dato che inciderà sul costo dell'energia per i clienti con un contratto a prezzo indicizzato.

Il valore definitivo del PUN mensile sarà determinato soltanto al termine del mese, sulla base dei valori registrati nelle diverse ore del mercato elettrico. Tuttavia, osservando i dati già disponibili e alcuni dei principali fattori che influenzano domanda e offerta di energia, è possibile elaborare una prima stima.

22 marzo

ARERA ELARGISCE UN BONUS EXTRA DI 200 EURO

Con il nuovo Decreto Bollette approvato nel marzo 2025 è stato introdotto un contributo straordinario di 200 euro destinato alle famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro. La misura si aggiungeva al già esistente bonus sociale elettrico, destinato alle famiglie in condizioni di disagio economico.

Nei giorni successivi all'approvazione del provvedimento, ARERA era chiamata a definire le modalità operative necessarie per consentire il riconoscimento del nuovo contributo direttamente in bolletta.

Il presidente di ARERA, Stefano Besseghini, aveva spiegato nel corso di un'audizione presso la Commissione Attività Produttive della Camera che l'Autorità stava lavorando con l'INPS per predisporre i passaggi necessari all'erogazione automatica del contributo.

19 marzo

LUCE E GAS: FATTURAZIONE MENSILE O BIMESTRALE?

Il costo delle forniture di energia elettrica e gas rappresenta una voce importante nel bilancio di molte famiglie. Per questo motivo, quando si sceglie un'offerta, non è sufficiente guardare soltanto al prezzo dell'energia: è importante capire anche come viene fatturata la fornitura, quali sono le condizioni economiche e se la modalità di pagamento è realmente adatta ai propri consumi.

Nel mercato libero esistono infatti offerte molto diverse tra loro. Alcune prevedono una fatturazione mensile, altre bimestrale; alcune applicano un prezzo variabile legato a un indice di mercato, altre propongono un prezzo fisso per un determinato periodo. Esistono inoltre offerte che prevedono una rata fissa mensile, costruita sulla base dei consumi stimati del cliente.

Capire queste differenze è fondamentale per evitare che una soluzione apparentemente conveniente si trasformi, nel tempo, in una spesa non adeguata alle proprie reali esigenze.

27 febbraio

PUN Febbraio 2025: Quali Sono le Previsioni per la Fine del Mese?

PUN Febbraio 2025: analisi dell'andamento e previsioni per marzo

Con la fine di febbraio 2025 ormai vicina, era possibile analizzare l'andamento del PUN Index GME e formulare una prima ipotesi sull'evoluzione del prezzo dell'energia elettrica nel mese successivo.

Il contesto energetico europeo continuava a essere caratterizzato da una forte sensibilità alle quotazioni del gas naturale, alle condizioni meteorologiche, alla domanda di energia e alle tensioni geopolitiche internazionali. Tutti questi elementi possono infatti contribuire a determinare variazioni anche significative dei prezzi dell'elettricità all'ingrosso.

📊 Una precisazione importante sul PUN dal 2025

Dal 1° gennaio 2025 il precedente Prezzo Unico Nazionale è stato superato nell'ambito della riforma del mercato elettrico. Il GME pubblica il PUN Index GME, un prezzo di riferimento calcolato a partire dai prezzi zonali e ponderato sulla base delle quantità acquistate nelle diverse zone di mercato.

Per questo motivo, quando analizziamo i dati del 2025 è più corretto parlare di PUN Index GME, pur mantenendo il termine "PUN" perché è quello comunemente utilizzato dagli utenti e dal mercato.

17 febbraio

Bonus sociale bollette: requisiti, importi e come ottenere lo sconto su luce e gas

Il bonus sociale bollette è una delle principali agevolazioni previste per aiutare le famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica a sostenere il costo delle forniture di energia elettrica e gas.

Il beneficio viene riconosciuto direttamente in bolletta e, per il disagio economico, non richiede la presentazione di una specifica domanda al proprio fornitore. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l'attestazione ISEE e rientrare nelle soglie previste dalla normativa.

In questa guida vediamo quali sono i requisiti, come funziona il riconoscimento automatico, quanto può valere il bonus e quali sono le differenze tra bonus elettrico, bonus gas e bonus per disagio fisico.

12 febbraio

Rata fissa, tariffa fissa o variabile: come scegliere l'offerta luce più conveniente

Scegliere un'offerta per la fornitura di energia elettrica non significa soltanto confrontare il prezzo indicato in euro per ogni kWh. Nel mercato libero esistono infatti formule molto diverse tra loro: tariffe a prezzo fisso, tariffe indicizzate al PUN e offerte a rata fissa. Capire come funzionano è fondamentale per evitare di scegliere un contratto apparentemente conveniente ma poco adatto alle proprie abitudini di consumo.

La differenza più importante è questa: una tariffa a prezzo fisso stabilisce il prezzo dell'energia per un determinato periodo contrattuale; una tariffa variabile segue invece un indice di mercato, generalmente il PUN per l'energia elettrica, al quale il fornitore aggiunge le eventuali componenti previste dal contratto. La rata fissa, invece, riguarda principalmente il modo in cui viene determinato l'importo periodico da pagare e non deve essere automaticamente confusa con un prezzo dell'energia bloccato.