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08 maggio

Crisi dello Stretto di Hormuz: energia, geopolitica e strategia globale degli USA

 

Le tensioni internazionali stanno influenzando direttamente il  costo dell’energia in Italia.  Eventi come la crisi nello Stretto di Hormuz hanno effetti immediati sulle bollette.

La crisi nello Stretto di Hormuz rappresenta oggi uno dei punti più critici per la stabilità energetica globale. Da questo snodo strategico transita una quota enorme del petrolio mondiale e qualsiasi interruzione, anche parziale, è in grado di generare effetti immediati sui prezzi dell’energia, sull’inflazione e sull’intero equilibrio economico internazionale.

Negli ultimi mesi, l’escalation tra Stati Uniti e Iran ha contribuito a ridurre drasticamente i flussi di greggio, alimentando una tensione che si riflette ben oltre il Medio Oriente e che coinvolge direttamente anche l’Europa.


Un collo di bottiglia energetico globale

La progressiva paralisi dello stretto ha costretto grandi operatori della logistica come Maersk, Hapag-Lloyd e CMA CGM a ripensare completamente le rotte commerciali. Le navi sono state deviate verso percorsi molto più lunghi, come quello attorno al Capo di Buona Speranza, con un inevitabile aumento dei tempi di consegna e dei costi operativi.

Questa riorganizzazione ha ridotto la disponibilità immediata di petrolio sui mercati internazionali, generando un aumento dei prezzi e una pressione crescente su tutta la filiera energetica. Non si tratta solo di una questione di trasporto, ma di un vero e proprio effetto domino che coinvolge produzione, distribuzione e consumi.


Una crisi che accentua gli squilibri globali

In un contesto di scarsità, l’energia torna ad essere una leva di potere. I Paesi economicamente più forti riescono ad assicurarsi le forniture accettando prezzi più elevati, mentre le economie più fragili restano escluse o costrette a ridurre drasticamente i consumi.

Questo squilibrio si traduce in difficoltà concrete: rallentamenti produttivi, tensioni sociali, rischio di blackout e l’introduzione di misure straordinarie per contenere i consumi. In alcuni casi, si assiste persino a una revisione dei modelli industriali, con una riduzione forzata delle attività energivore.


Il ruolo degli Stati Uniti tra strategia e opportunità

All’interno di questo scenario si inserisce la posizione degli Stati Uniti e la linea politica di Donald Trump. La narrativa più estrema suggerisce che la crisi possa essere stata in qualche modo “provocata”, ma un’analisi più attenta porta a una conclusione diversa.

Non esistono evidenze che indichino una pianificazione diretta della crisi da parte americana. Piuttosto, ciò che emerge è la capacità di Washington di inserirsi in una dinamica già instabile e sfruttarne le conseguenze a proprio vantaggio.


La logica dell’ “America First”

La strategia di Donald Trump si sviluppa lungo una direttrice chiara: rafforzare l’indipendenza energetica e ridurre la vulnerabilità degli Stati Uniti rispetto ai mercati esteri. Negli ultimi anni, questo obiettivo è stato perseguito attraverso un incremento significativo della produzione interna di petrolio e gas, accompagnato da politiche volte a proteggere e rilanciare l’industria nazionale.

Parallelamente, la pressione sull’Iran si inserisce in una strategia più ampia di contenimento geopolitico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz diventano così uno strumento indiretto di pressione economica, capace di influenzare gli equilibri globali senza necessariamente richiedere un controllo totale degli eventi.


Vincitori e perdenti della crisi energetica

L’aumento dei prezzi dell’energia produce effetti profondamente diversi a seconda della posizione dei singoli Paesi. Per gli Stati Uniti, oggi tra i principali produttori mondiali, il rincaro rappresenta anche un’opportunità economica e strategica, rafforzando il ruolo del Paese come esportatore e aumentando la rilevanza geopolitica delle proprie risorse.

Al contrario, l’Europa e le economie fortemente dipendenti dalle importazioni si trovano esposte a un aumento dei costi e a una maggiore instabilità. Questa fragilità si traduce in pressioni inflazionistiche e in una crescente difficoltà nel garantire prezzi energetici sostenibili.


Un equilibrio ancora instabile

Nonostante la postura assertiva degli Stati Uniti, la crisi resta tutt’altro che sotto controllo. La capacità di resistenza dell’Iran e la complessità delle dinamiche regionali rendono difficile una risoluzione rapida. Il rischio è quello di una tensione prolungata, in grado di mantenere alta la volatilità dei mercati energetici.


Le conseguenze per l’Italia e il mercato elettrico

Per l’Europa e per l’Italia, gli effetti sono già tangibili. L’aumento del prezzo del gas si riflette direttamente sul Prezzo Unico Nazionale, determinando un incremento del costo dell’energia elettrica e, di conseguenza, delle bollette.

Il legame tra geopolitica e mercato energetico non è mai stato così evidente. Eventi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza finiscono per incidere in modo diretto sulla spesa quotidiana di famiglie e imprese.

Ogni analisi pubblicata su questo blog si basa su dati reali di mercato e aggiornamenti continui del settore energia, per offrire una visione concreta e utile a chi vuole risparmiare.


Conclusione

La crisi dello Stretto di Hormuz non può essere letta come un evento isolato, ma come parte di una trasformazione più ampia degli equilibri globali. In questo contesto, gli Stati Uniti non sembrano aver creato la crisi, ma stanno dimostrando una notevole capacità nel trarne vantaggio, coerentemente con la logica dell’“America First”.

Per il resto del mondo, e in particolare per l’Europa, la sfida sarà quella di ridurre la propria vulnerabilità energetica in un contesto sempre più instabile e competitivo.

 

04 maggio

Perché luce, gas e carburanti stanno aumentando: cosa c’entra lo Stretto di Hormuz (e perché i telegiornali non lo spiegano bene)

Negli ultimi mesi famiglie e imprese stanno assistendo a un nuovo aumento dei prezzi di luce, gas e carburanti.

Le spiegazioni più diffuse parlano genericamente di “tensioni geopolitiche”, ma raramente viene chiarito cosa sta succedendo davvero e perché questo si traduce direttamente in bollette più alte.

Per capire il fenomeno bisogna spostarsi lontano dall’Italia, in un punto strategico del pianeta: lo Stretto di Hormuz.

Il punto da cui passa l’energia del mondo

Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo. Attraverso questo stretto transita circa un quinto del petrolio globale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto (GNL).

Questo significa che una parte enorme dell’energia che alimenta economie come quella europea passa proprio da lì.

Quando questo snodo viene messo sotto pressione — anche solo a livello di rischio — i mercati reagiscono immediatamente.

Non serve infatti un blocco totale.
Basta che aumentino le tensioni, spesso legate all’Iran o alla sicurezza delle rotte marittime, perché gli operatori inizino a prezzare uno scenario di scarsità futura.

Ed è in quel momento che i prezzi iniziano a salire.

Perché i prezzi aumentano subito (anche senza crisi reale)

Il mercato energetico funziona in anticipo rispetto agli eventi.

Se cresce il rischio che il petrolio o il gas possano arrivare con difficoltà:

  • il prezzo del petrolio sale
  • il costo del gas aumenta
  • le forniture diventano più care

Questo effetto si trasmette rapidamente anche all’energia elettrica.

Ed è qui che entra in gioco il PUN.

Il legame diretto con il PUN

Il Prezzo Unico Nazionale (PUN), cioè il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, è fortemente legato al costo del gas.

Questo perché una parte significativa dell’energia elettrica viene prodotta proprio con centrali a gas.

Quando il gas aumenta:

  • produrre energia costa di più
  • il prezzo marginale sale
  • il PUN aumenta

Secondo i dati ufficiali del mercato elettrico pubblicati dal GME - Gestore dei Mercati Energetici (Bollettino ufficiale del mercato elettrico – newsletter n.202 di aprile 2026), disponibile sul sito istituzionale), il prezzo dell’energia in Italia si forma quotidianamente attraverso dinamiche di mercato che riflettono in modo diretto le variazioni dei costi delle materie prime e le tensioni internazionali.

La catena è chiara:

Stretto di Hormuz → tensioni geopolitiche → aumento petrolio e GNL → aumento gas (TTF) → aumento PUN → bollette più alte

Questa dinamica è perfettamente coerente con le analisi che stiamo sviluppando sul mercato energetico.

Perché l’Europa paga il prezzo più alto

L’Unione Europea è particolarmente esposta a questo tipo di shock.

A differenza degli Stati Uniti:

  • importa gran parte dell’energia che consuma
  • dipende dal gas per produrre elettricità
  • è più sensibile alle variazioni dei mercati internazionali

Quando si verifica una tensione globale, l’impatto sulle economie europee è quasi immediato.

E questo si riflette direttamente sulle bollette di famiglie e imprese.

La chiave geopolitica: la strategia “America First”

Per capire fino in fondo queste dinamiche, è utile introdurre un elemento spesso ignorato: la visione strategica degli Stati Uniti, in particolare quella associata a Donald Trump e alla dottrina “America First”.

Questa impostazione non riguarda solo la politica interna, ma anche il modo in cui gli Stati Uniti si muovono nello scenario globale.

L’idea di fondo è semplice: gli Stati Uniti devono massimizzare il proprio vantaggio economico e strategico, anche nei confronti degli alleati.

Nel settore energetico questo si traduce in un obiettivo molto concreto: diventare uno dei principali esportatori mondiali di gas e petrolio.

Cosa succede in uno scenario di crisi come Hormuz

In una situazione di tensione nello Stretto di Hormuz, si crea uno squilibrio globale.

Da un lato:

  • diminuisce l’affidabilità delle forniture dal Medio Oriente
  • aumentano i prezzi

Dall’altro:

  • Paesi come gli Stati Uniti, grandi produttori di energia, si trovano in una posizione più forte

Questo comporta tre effetti principali:

Prezzi più alti favoriscono i produttori
Le aziende energetiche americane beneficiano di margini maggiori.

L’Europa cerca fornitori alternativi
E gli USA diventano un partner sempre più centrale.

Aumenta la leva geopolitica americana
L’energia diventa uno strumento di influenza internazionale.

Attenzione: non esiste una “colpa unica”

È importante chiarire un punto fondamentale per evitare semplificazioni.

Non esiste un unico responsabile dell’aumento dei prezzi.
E non è corretto dire che qualcuno “blocca” lo Stretto per far salire i mercati.

Quello che accade è più complesso:

  • tensioni geopolitiche
  • strategie economiche
  • equilibri tra grandi potenze

Si intrecciano e producono effetti sui mercati energetici.

Perché tutto questo è fondamentale per capire le bollette

Se si guarda solo al prezzo finale in bolletta, si perde il quadro generale.

Il vero punto è che:

  • il mercato energetico è globale
  • il prezzo si forma su equilibri internazionali
  • eventi lontani possono avere effetti immediati in Italia

Capire cosa succede nello Stretto di Hormuz significa quindi:

  • interpretare meglio il PUN
  • prevedere possibili aumenti
  • prendere decisioni più consapevoli sulle forniture

Conclusione

L’aumento dei prezzi di luce, gas e carburanti non è casuale.

È il risultato di un sistema complesso in cui pochi punti strategici, come lo Stretto di Hormuz, influenzano l’intero equilibrio energetico mondiale.

Allo stesso tempo, le grandi potenze — ciascuna con i propri interessi — contribuiscono a modellare questo scenario.

👉 Ed è proprio dall’incrocio tra geopolitica ed energia che nascono le dinamiche che ritroviamo ogni mese nelle bollette.



Fonti e dati di riferimento







27 ottobre

E' SCOPPIATA LA GUERRA...I GESTORI DEL MERCATO LIBERO SE LE DANNO A COLPI DI SUPERPROMOZIONI SOTTOCOSTO

 Con tutte le guerre che attanagliano il mondo , da quelle con le armi a quelle basate sui dazi di esportazione, ce n'è una che fa realmente comodo a noi comuni mortali.

Nonostante il prezzo medio del PUN per il mese di Ottobre è di € 0.1067 al KWh, li vari gestori del mercato libero se le stanno dando di santa ragione fino a fare offerte sotto i 10 cent al KWh.

Questo non può che giovare sonlo alle tasche dei consumatori, che possiamo finalmente usufruire dii un po  di ossigeno per quanto riguarda il costo della luce, e anche di quello del gas.

Inoltre, bisogna anche osservare che le tariffe a prezzo variabile, soprattutto quelle di questo mese,  nascondo un piccolo "inganno",per il quale è stato consigliato di scegliere le tariffe a prezzo fisso.

Ma allora, abbiamola possibilità di prendere "due piccioni con una fava"!  La possibilità di avere una offerta a prezzo fisso bloccato per 12 mesi che ciconsente di stare al sicuro dai pericoli delle tariffe a prezzo variabile. e di usufruire di una tariffa sottocosto.

E' tutto vero, è il momento di approfittarne immediatamente per godere per 12 mesi di una tariffa sotto i 10 centesimi di Euro!

Sono gli ultimi giorni del mese, e conviene approfittarne... dalle proiezioni delle oscillazioni del PUN in questo mese si evince che, a Novembre, il prezzo del PUN si attesta ancora sopra i 10 centesimi di Euro a KWh. 

Si tratta proprio di una corsa a tempo... mancano solo pochi giorni!

Per vedere le migliori promozioni del momento, potete visitare la pagina dedicata al link le migliori offerte di luce e gas.

 Se avete qualche dubbio riguardo la migliore offerte per voi, potete contattarci telefonicamente o, se preferite, prendete un appuntamento e gratuitamente e senza alcun impegno un nostro esperto in materia di luce, gas e altri servizi, vi aiuterà a capire qual'è la scelta più conveniente per le votre esigenze. 


04 giugno

QUALE E' IL PUN PER IL MESE DI - GIUGNO 2025

Con la delibera di ARERA del 3 giugno 2025,  si comunica che


Per il mese di GIUGNO 2025 il valore del parametro 
di cui all'articolo 5.2 della Delibera
 dell'Autorità di Regolazione per Energia, 
Reti e Ambiente  N. 300/05 

il prezzo medio a Maggio 2025 PUNopMag2025

è pari a 
 
93,87 €/MWh
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    *





L'andamento del PUN  al 1 Gennaio 2025 è rappresentato graficamente di seguito

fonte dei dati: GME








19 maggio

PREVISIONE DEL PUN ATTUALE - GIUGNO 2025

 Sebbene sia realmente troppo presto per effettuare una stima sull'importo del PUN che determinerà il prezzo della luce  per il mese di Giugno 2025, al giorno di oggi, il costo della luce continua a scendere: il Pun alla data odiernna si attesta intorno a 9 Eurocent / KWh, rispetto ai 0,10 €/KWh del mese scorso.

FAI CLICK SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

 I dati relativi al presente grafico si possono scaricare gratuitamente dal sito del GME possono essere  visionati al seguente link

12 maggio

L'EVOLUZIONE DEL PREZZO DELL'ELETTRICITÀ: DA PUN A PUN INDEX GME A PREZZI ZONALI

 

Indice argomenti

Dal PUN al PUN Index GSE

L'emergere dei prezzi zonali e l'importanza per i consumatori finali

Come viene calcolato il prezzo zonale

Conclusioni



Negli ultimi anni, il mercato dell’energia elettrica in Italia ha attraversato trasformazioni significative, sia sul piano regolatorio che in termini di trasparenza e dettaglio dei prezzi. Una delle evoluzioni più rilevanti riguarda il passaggio dalla semplice indicazione del PUN (Prezzo Unico Nazionale) a forme più articolate come il PUN Index GME e l’introduzione sempre più marcata dei prezzi zonali.

 

Dal PUN al PUN Index GME: cosa è cambiato?

Fino alla fine del 2024, il PUN è stato per anni il riferimento principale del mercato elettrico italiano. Si tratta del prezzo medio di acquisto dell'energia elettrica sulla Borsa Elettrica (IPEX), calcolato come media aritmetica sulla base dei volumi scambiati. Per semplicità, molte offerte commerciali si basavano (e in parte ancora si basano) su questo valore come indice di riferimento. Con l’evoluzione del mercato e la crescente esigenza di trasparenza, dal 1 Gennaio 2025, il Gestore dei Mercati Energetici (GME) ha introdotto il PUN Index GME, un indice ufficiale e pubblicamente disponibile basato su una media ponderata dei prezzi zonali, che consente di:

  • monitorare l’andamento del PUN con maggiore granularità,
  • distinguere tra PUN orario, giornaliero, settimanale, mensile,
  • favorire confronti più accurati tra offerte indicizzate.

Questo ha permesso agli operatori del settore di creare offerte più aderenti al mercato reale e ai consumatori di capire meglio i meccanismi alla base del prezzo finale dell’energia.

05 maggio

PUN MAGGIO 2025

 Siamo giunti al 5 maggio, ancora ARERA non ha ufficializzato il PUN per l'energia elettrica. Tuttavia, dai valori del PUN giornaliero pubblicati sul sito www.mercatoelettrico .com, si rilevache la media aritmetica delle quotazioni dell'energia elettrica nel mese di Aprile è pari a 0,9985364 €/KWh.

A questo valore dovrà essere aggiunto il 10% per la dissipazione, dunque il PUN dovrebbe essere pari a 0,109839 €/KWh. 

18 aprile

TORNARE AL MERCATO TUTELATO E' DAVVERO COSI' CONVENIENTE?

Qualche giorno fa, ho letto un articolo, che di seguito riporto fedelmente, che parlava di potere rientrare nel Mercato Tutelato che esordiva con il titolo "Torniamo al MERCATO TUTELATO: finalmente è ufficiale non ci saranno più rincari sui consumi."

 "Dopo mesi di mercato libero imposto, qualcuno potrà tornare al mercato tutelato: chi potrà bloccare i rincari.

Correva l’anno 2023, quando i consumatori erano ancora liberi. Liberi di scegliere ciò che era meglio per loro, per le proprie finanze. Certo, i rappresentanti truffaldini esistevano già: quelli che si presentavano alla porta per un finto controllo e, nel frattempo, cambiavano il contratto da mercato tutelato a libero. Ma almeno non eravamo vincolati. La scelta era nostra: restare nella tutela o guardarci intorno, confrontando le offerte sul mercato.

15 aprile

DAZI U.S.A. Ulteriori sviluppi.

 Pochi giorni dopo la notizia della delibera dell'applicazione dei dazi all'Europa e alla Cina, il Presidente degli USA, Donald Trump ha fatto una marcia indietro nei confronti del vecchio continente, mentre la lotta è attiva ancora in Cina.

La notizia della proproga di 90 all'applicazione dei dazi nei confronti dell'Europa, ha rilassato i mercati finanziari che sono tornati al trend positivo. Fra questi anche il mercato energetico, che a inizio mese ha visto schizzare il prezzo della luce oltre i 120 €/MWh alla data di oggi il PUN è sceso 





Alla data di oggi,il valore medio (PUN) è attualmente di € 100,66, ben al di sotto del valore del PUN del mese scorso.
Allo stato attuale è difficile prevedere il valore del PUN per il mese di maggio, mal'attuale situazione fa ben sperare che alla fine mese si potrà avere un valore di PUN più leggero e quindi di avere bollette più leggere per il mese di maggio. 



04 aprile

PUN MESE DI MARZO: RESI NOTI I DATI UFFICIALI

Nella  giornata del 3 Aprile 2025, il servizio stampa del Gestore del Mercato Energetico ha reso noto il valore del PUN calcolato come mediaaritmetica delle tranasazioni di borsa avvenute nel mese di Marzo.

Già qualche giorno fa, nel post PUN Marzo 2025. Le previsioni per la fine del mese relativo alle previsioni del valore del PUN, avevamo messo in luce tutta una serie di informazioni che supponevano una discesa del costo della luce rispetto al mese di Marzo: avevamo supposto un valore del PUN che si sarebbe attestato intorno al valore di 124 €/MWh.

02 aprile

ARERA PROPONE IL CAMBIO DI GESTORE IN 24 ORE


Arera, l’Agenzia di regolazione per energia, reti e ambiente, ha avanzato una proposta per semplificare le tempistiche con cui gli utenti possono cambiare il proprio gestore dell’energia elettrica di casa (switching). L’obiettivo è quello di ridurre i tempi a 24 ore di un giorno lavorativo, per facilitare lo sviluppo del mercato unico.
Le basi legislative di questo cambiamento esistono già. L’Unione europea lo ha richiesto con una direttiva del 2019 che l’Italia ha recepito nel 2021. Il nuovo regolamento sarà emesso a luglio di quest’anno ed entrerà in vigore nel 2026.
Affinchè ciò possa avvenire devono verificarsi alcune condizioni:

25 marzo

PUN Marzo 2025. Le previsioni per la fine del mese.

Siamo giunti all'ultima settimana del mese, ed è già possibile cominciare a prevedere statisticamente il valore del PUN del mese di marzo, che poi si riperquote sulle bollette di coloro che hanno un contratto con tariffa indicizzata.

Dal comunicato stampa delGME n° 190 del 15 Marzo 2025 si legge che

"Sebbene la crisi energetica - nelle proporzioni in cui si è manifestata nel 2022 a seguito del conflitto Russo - Ucraino - sembri essere superata, per molte famiglie in Italia e in Europa non è mai finita – ha sottolineato la ricercatrice del RIE. Secondo le ultime stime, in UE la percentuale di chi non può permettersi di riscaldare la propria casa è aumentata del 50% tra il 2019 e il 2023, passando da 31 a quasi 48 milioni di persone. D’altronde, per quanto i prezzi energetici si siano attenuati rispetto ai picchi raggiunti nel pieno della crisi, le bollette energetiche restano strutturalmente più elevate rispetto a prima, mentre il sostegno dei governi nazionali è stato ridimensionato dopo la fase emergenziale”. 

27 febbraio

PUN Febbraio 2025: Quali Sono le Previsioni per la Fine del Mese?

Con la fine di febbraio ormai vicina, è il momento di analizzare l’andamento del Prezzo Unico Nazionale (PUN) per l’energia elettrica e capire quali potrebbero essere gli effetti sulle tariffe.

Il mercato energetico continua a essere influenzato da diversi fattori geopolitici. Negli Stati Uniti, la recente politica protezionistica dell’amministrazione Trump ha avuto ripercussioni sulle esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL), riducendo la disponibilità per il mercato europeo e contribuendo a un incremento della volatilità dei prezzi. In Europa, le tensioni legate alle forniture di gas dalla Russia e i nuovi accordi tra i Paesi produttori stanno generando ulteriori incertezze.

Negli ultimi tre mesi, il PUN ha mostrato un andamento altalenante:

17 febbraio

BONUS BOLLETTE 2025

consulta requisiti, importi e modalità di accesso.

Anche per il 2025 è stato confermato il bonus sociale bollette, una misura di sostegno destinata alle famiglie con difficoltà economiche o che si trovano in disagio fisico. Questo sconto viene applicato direttamente sulle bollette di luce, gas e acqua, per ridurre il peso delle utenze domestiche.

Chi ha diritto al bonus bollette?

12 febbraio

LE OFFERTE A RATA FISSA. Sono davvero convenienti?

 Per quanto riguarda il mercato tutelato di luce e gas, da luglio 2024, per i clienti residenziali (con eccezioni di quelle persone appartenenti alle categorie protette) e le piccole e medie imprese è cessato. I clienti sono stati forzatamente dirottati su varie compagnie aggiudicatrici delle gare di appalto che sono state fatte nei vari comuni e si sono visti applicati una tariffa Placet, simile alla tariffa del mercato tutelato ma tuttavia molto più cara rispetto alle tariffe del mercato libero. E’ pur vero che i clienti luce e/o gas hanno comunque la possibilità di richiedere gratuitamente l’applicazione di un’altra tariffa al nuovo gestore subentrante, ma sono anche liberi di scegliere un altro gestore del mercato libero che offre tariffe più vantaggiose soprattutto se si sceglie una tariffa variabile su base PUN.