Guardando al mese di maggio, lo scenario più probabile è quello di una fase di relativa stabilità, con possibili oscillazioni giornaliere.
Tuttavia, è fondamentale tenere conto del contesto geopolitico internazionale, che negli ultimi giorni continua a rappresentare un fattore di rischio.
Le tensioni in alcune aree strategiche per l’approvvigionamento energetico, in particolare in Medio Oriente, potrebbero influenzare il prezzo del gas e, di conseguenza, anche il PUN.
Il ruolo del Medio Oriente: tra tentativi di pace e tensioni sul petrolio
Negli ultimi giorni, lo scenario geopolitico internazionale continua a esercitare una forte influenza sui mercati energetici, in particolare sul prezzo del petrolio e, di conseguenza, sul costo dell’energia elettrica in Europa.
Da un lato, si registrano nuovi tentativi di dialogo tra Iran e Stati Uniti, con proposte diplomatiche per arrivare a una de-escalation del conflitto.
Questo elemento, teoricamente, dovrebbe favorire una stabilizzazione dei prezzi energetici.
Dall’altro lato, però, la situazione resta estremamente fragile.
Lo stretto di Hormuz: perché è così importante per i prezzi dell’energia
Il vero nodo critico è rappresentato dallo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti al mondo per il transito di petrolio.
- Circa il 20% del petrolio globale passa da qui
- La sua chiusura o limitazione rappresenta uno shock diretto all’offerta globale
- Anche una riduzione del traffico può spingere i prezzi verso l’alto
Attualmente, il passaggio delle petroliere è ancora fortemente limitato a causa:
- del blocco navale
- delle tensioni militari
- delle restrizioni imposte da entrambe le parti
Questo ha già portato a una forte riduzione dei flussi energetici globali e a un aumento dei prezzi del greggio.
Prezzi del petrolio in salita: cosa sta succedendo davvero
Nonostante i tentativi diplomatici, il mercato sta reagendo soprattutto alla riduzione dell’offerta reale.
Negli ultimi giorni:
- il petrolio ha superato i 100–120 dollari al barile
- in alcuni momenti si è avvicinato anche ai 126 dollari
- le spedizioni attraverso Hormuz restano molto inferiori alla norma
Questo significa che il mercato sta prezzando il rischio, non la pace.
Un paradosso apparente: perché il PUN può scendere comunque
Ed è qui che puoi inserire il tuo insight (molto forte):
👉 Nonostante questo scenario, il PUN può comunque scendere nel breve periodo.
Perché?
- maggiore produzione da fonti rinnovabili (tipica della primavera)
- domanda elettrica più bassa
- effetto ritardato dei prezzi del gas rispetto al petrolio
- dinamiche di mercato interno italiano
Quindi:
Il mercato elettrico italiano può temporaneamente disaccoppiarsi dal petrolio, ma non nel lungo periodo.
Cosa aspettarsi per maggio: scenario realistico
Alla luce di tutto questo, lo scenario più credibile è:
Breve termine (maggio):
- possibile stabilità o lieve calo del PUN
- volatilità comunque elevata
Medio termine (estate):
-
rischio di rialzi se:
- il conflitto si intensifica
- Hormuz resta limitato
- il petrolio resta sopra i 100$
Scenario alternativo (meno probabile ma possibile):
- accordo tra Iran e USA → riapertura flussi → calo prezzi energia
Allo stesso tempo, la stagionalità gioca a favore di una maggiore stabilità:
- domanda energetica contenuta
- maggiore produzione da fonti rinnovabili
- minore pressione sui consumi
Alla luce di questi elementi, per maggio 2026 è ragionevole attendersi:
- un prezzo mediamente stabile
- possibili oscillazioni nel breve periodo
- bassa probabilità di forti rialzi immediati (salvo eventi straordinari)